Antonio G. Calafati

Viaggi di studio:

Venezia (4-8 novembre 2006)

Berlino-Jena-Weimar (28 giugno-4 luglio 2004)

Viaggio di studio a Berlino-Jena-Weimar (28 giugno-4 luglio 2004)

Dalla Hauptbahnhof di Monaco alla Ostbahnhof di Berlino, attraverso i paesaggi della Baviera (e della Franconia), della Turingia, della Sassonia. Da una delle regioni più ricche d'Europa verso regioni oggi tra le più povere (parametri occidentali, naturalmente) – ma che alla fine degli Trenta avevano raggiunto un livello di benessere molto alto, forse il più elevato in Europa.

A Berlino.  A piedi da Alexander Platz a Postdamer Platz attraverso la Brandenburger Tor, un percorso per riflettere sui colossali investimenti di ricostruzione urbana di una metropoli europea con una storia recente così tragica, contradditoria e difficile. A piedi, da Kreuzberg a Kurfüstendamm, attraversando e riattraversando la Spree. Povertà e splendori metropolitani, un mosaico di micro-luoghi difficile da comporre in una immagine unitaria. Nei quartieri residenziali di Steglitz e Dahlem per un seminario sull’economia della città al Deutsches Institut für Wirtschaftsforschung (DIW). Divisioni culturali, divisioni economiche nella capitale della Germania, una città con un reddito pro-capite che è un terzo di quello di Amburgo – e che stenta ad entrare in una traiettoria di sviluppo economico sostenibile, a trovare una posizione nel nuovo sistema territoriale della Germania e dell'Europa. .

A Jena. Da Paradies Bahnhof, la nuova stazione in costruzione, all’Università "F. Schiller" – oggi ospitata in gran parte nella fabbrica storica della Zeiss. Poco più di 4.000 abitanti tra fine Settecento e inizio Ottocento, quando la sua Università diventa uno dei luoghi della rinascita culturale e politica della Germania, uno straordinario itinerario di industrializzazione a partire dalla seconda metà dell’Ottocento determinato da imprese – Zeiss, Schott - che hanno fatto la storia dell’industria tedesca. La de-industrializzazione degli anni Novanta, dopo la riunificazione politica (e monetaria), il tentativo riuscito di mantenere un nucleo industriale tecnologicamente avanzato e  la ri-costruzione dell’economia cittadina intorno ai centri di ricerca e formazione.

 A Weimar. Dall’Ilm Park progettato da Goethe al nuovo quartiere Bauhaus – una storia di sviluppo urbano che ricomincia dove era stata interrotta. Una città che assegna il suo destino economico al turismo culturale, alla produzione di conoscenza tecnica e umanistica, alla valorizzazione della sua storia.

A Krippendorf. Un tipico villaggio rurale, tra Jena a Weimar, ospiti di Rolf Walter, storico economico dell’Università di Jena.  Si decifrano lapidi in ricordo della battaglia di Jena – riflettendo su quanto sia cambiato in due secoli il modo di costruire (e decostruire) l’Europa.

Di nuovo nella Hauptbahnhof di Monaco, dove idealmente termina un viaggio di studio certo troppo breve. Un viaggio che è stato un’esplorazione preliminare di luoghi europei in profonda trasformazione, dal futuro economico ancora indeterminato. Di luoghi nei quali tornare.

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